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Definizione


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L’indice glicemico (IG) è utilizzato come strumento per classificare gli alimenti in funzione del loro effetto sulla glicemia postprandiale.

L’indice glicemico IG di un alimento indica la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito alla sua assunzione, rispetto ad uno standard di riferimento che ha valore 100 (glucosio)

Gli alimenti considerati a basso indice glicemico sono quelli con valori di IG inferiori a 55. Sopra i 70 l'indice glicemico è considerato elevato.


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Controllare l'alimentazione



I carboidrati
nella nostra
alimentazione


I cibi che consumiamo contengono un insieme di sostanze chimiche, presenti in quantità e tipologia diversa a seconda dell’alimento, note come principi nutritivi o nutrienti.

In base alla quantità che deve essere assunta ogni giorno, i nutrienti vengono classificati in micronutrienti (funzione regolatrice e protettiva) e macronutrienti (funzione energetica e plastica).

Vitamine e sali minerali appartengono alla categoria dei micronutrienti, appunto così definiti in quanto sono richiesti in piccole quantità, nell’ordine dei milli- o microgrammi.

Nel gruppo dei macronutrienti troviamo le proteine o protidi, i grassi o lipidi ed i carboidrati o glucidi o zuccheri.


In un'alimentazione equilibrata il 60% circa delle calorie della razione dovrebbe provenire dai carboidrati, dei quali almeno i tre quarti sotto forma di carboidrati complessi e non più del quarto restante sotto forma di carboidrati semplici. L'importanza dei carboidrati deriva dal fatto che vengono assorbiti ed utilizzati dall'organismo facilmente e senza produrre scorie metaboliche, assicurando alle cellule un rifornimento di glucosio e perciò di energia.

I carboidrati complessi sono rappresentati essenzialmente da amido e fibre. Il primo (un composto costituito dall'unione di moltissime molecole di glucosio) è presente in buone quantità soprattutto nei cereali, nei legumi secchi e nelle patate. La fibra alimentare si trova in quasi tutti i prodotti vegetali. I carboidrati semplici invece sono costituiti da una o due molecole e sono per lo più dotati di sapore dolce, da cui il termine comune di "zuccheri". I più importanti sono il saccarosio, che si ottiene dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, il glucosio e il fruttosio contenuti nella frutta e nel miele e il lattosio contenuto nel latte.


Alimenti a
basso
indice glicemico


L’alimentazione è uno dei fattori che più fortemente incidono sull’accrescimento, sullo sviluppo fisico e mentale, sul rendimento e sulla produttività degli individui e quindi, in definitiva, sullo sviluppo dei popoli e sul loro destino. (Ministero della Salute)

La comunità scientifica è concorde nell'attribuire alla dieta un ruolo significativo nella patogenesi di malattie quali: cardiopatie ischemiche (IHD), malattie cerebrovascolari, diabete mellito non insulino-dipendente, alcuni tumori, anemia per carenza di ferro, gozzo, obesità, carie dentaria, calcolosi renale e osteoporosi.

La DIETA esercita un ruolo PREVENTIVO e TERAPEUTICO nelle malattie metaboliche e cardiovascolari.

Il consumo di alimenti ad alto IG aumenta la probabilità di sviluppare, nel tempo, obesità e malattia diabetica e di conseguenza Malattie cardiovascolari


Nell’ultimo rapporto della FAO/WHO è fortemente raccomandato un incremento di alimenti a basso IG nella dieta quotidiana.

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Sulla base di studi epidemiologici, lo sviluppo di prodotti a basso IG sembra essere particolarmente rilevante da un punto di vista metabolico.

Alcuni studi hanno di fatto dimostrato l’effetto terapeutico di tali alimenti in pazienti diabetici e la loro potenziale azione  preventiva contro il diabete di tipo II e contro infarti miocardiali.



Riferimenti bibliografici


1. Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione. “Linee guida per una sana alimentazione italiana”.

2. Ministero della Salute. “Alimentazione corretta”.

3. Report of a Joint FAO/WHO Expert Consultation, Rome, 14-18 April 1997